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PRESCRIZIONE MULTA
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Autore Messaggio
mauro



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MessaggioInviato: Dom Mag 11, 2008 9:11 pm    Oggetto: PRESCRIZIONE MULTA Rispondi Citando

Contestazione personale della trasgessione. Entro 60 gg ricorso al prefetto. Non si sa più niente: quanto tempo deve trascorrere per considerare prescritta la multa?
grazie
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aiss



Registrato: 18/04/08 18:51
Messaggi: 240

MessaggioInviato: Ven Mag 16, 2008 1:43 pm    Oggetto: Rispondi Citando

tu hai presentato ricorso?
ebbene, ora devi attendere che chi ha elevato la contravvenzione presenti le contro deduzioni. dopodichè il giudice di pace o il prefetto convocheranno le parti per sentirle ed emettere la sentenza.
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the wall



Registrato: 21/03/07 18:30
Messaggi: 2395
Residenza: Taranto

MessaggioInviato: Ven Mag 16, 2008 1:54 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Articolo di approfondimento del dott. Martino Giacovelli - Giudice di Pace di Taranto

Il recente ed approfondito intervento apparso sul sito www.vigilaresullastrada.it del 3/12/2007 a firma dell’autore S. Maini relativamente alla notificazione a mezzo posta dei verbali di contestazione di violazioni al Codice della Strada, riportante delle considerazioni a margine della sentenza del Giudice di Pace Taranto 19/4/2007, offre l’occasione per una seria riflessione, che meglio farebbe il legislatore ad intervenire chiarendo definitivamente il problema in discussione, di non agevole soluzione, e ciò sia nell’interesse dei cittadini, sia nell’interesse primario delle Forze dell’Ordine, che spesso sono costrette ad operare in presenza di forti e comprensibili dubbi applicativi.
La recente circolare ministeriale Ministeriale in data 20.08.2007 ha tentato di dare un orientamento univoco, propendendo per la scissione dei due termini, applicabile anche alla notifica dei verbali di accertamento per sanzioni amministrative, ma la stessa circolare non é esaustiva, né scioglie i dubbi legittimi sull’argomento controverso.
A parte la circostanza che la procedura per le notifiche tramite il servizio postale dovrebbe essere eccezionale, proprio a norma dell’art. 200 del CDS il quale prevede: “. La violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta.”, vi é da aggiungere che il successivo art. 201 estende il potere di notifica anche agli organi indicati nell’art. 12, ai messi comunali, ecc. che principalmente possono notificare solo atti amministrativi.
Il servizio postale, ricettore ormai di tutte le notifiche anche da parte degli stessi Ufficiali Giudiziari, spesso lascia a desiderare, poiché le notifiche di atti importanti vengono affidati a giovani trimestrali, che con tutta la buona volontà e preparazione che hanno, non riescono ad espletare con tranquillità il loro lavoro, abbastanza oneroso. Se l’opponente con l’opposizione sana le irregolarità di notifica, il problema si pone quando l’opposizione verte su cartelle esattoriali emesse con vistosi difetti di notifiche. Ma questo é un altro discorso, che non può essere affrontato in questo breve scritto.
Tornando all’argomento di che trattasi si propende allo stato degli atti a considerare che Fine modulo la notifica nei 150 giorni previsti dall’art. 201 del CDS, è da considerare termine perentorio, posto quale adempimento amministrativo, che in questa fase non può essere considerato termine processuale per i motivi che seguono.
Prevede detto 1° comma dell’art. 201 del Codice della Strada:
” Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro centocinquanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell'art. 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento…”.
Aggiunge il 5° comma dello stesso articolo: “ L'obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria, si estingue nei confronti del soggetto a cui la notificazione non sia stata effettuata nel termine prescritto”.
A tal riguardo, la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito: “ A seguito della dichiarazione di incostituzionalità del comma 1 dell'art. 201 del vigente codice della strada ( sentenza 17.6.1996 n. 198) nella parte in cui, in caso di identificazione del trasgressore successiva alla violazione, la norma stabiliva che il termine di 150 giorni per la notificazione della contestazione decorresse dall'avvenuta identificazione, anziché da quella in cui risultava dai pubblici registri l'intestazione del veicolo o le altre qualifiche del soggetto responsabile ( o comunque dalla data in cui la P.A. era posta in grado di provvedere alla identificazione), l'identificazione del trasgressore non è più rimessa alla discrezionalità del!' Amministrazione, e non può più coincidere con la materiale redazione del verbale di accertamento, potendo, invece, decorrere da un momento successivo all' accertamento dei fatti nei soli casi in cui l'identificazione del trasgressore sia possibile esclusivamente a seguito dell'espletamento delle formalità di iscrizione o di annotazione del passaggio di proprietà”. (Cass. 20.3.1998 n° 2951).
Sempre lo stesso Supremo Organo nella sentenza n. 13970 del 26.07.2004 si riferisce ai termini processuali ed esattamente detto Supremo Organo giudiziario ha precisato: ”…per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 477 del 2002 - dichiarativa della illegittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 149 del codice di procedura civile e dell'art. 4, comma terzo, della legge 20 novembre 1982, n. 890, nella parte in cui prevede che la notificazione di atti a mezzo posta si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anzicchè a quella, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - deve ritenersi operante nell'ordinamento vigente un principio generale secondo il quale, qualunque sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale, almeno quando debba compiersi entro un determinato termine, si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell'affidamento dell'atto all'ufficiale giudiziario che funge da tramite necessario del notificante nel relativo procedimento vincolato (v. per tutte Cass. 13 aprile 2004 n. 7018).”
La stessa Suprema Corte ha precisato inoltre che per effetto delle pronunzie della Corte Costituzionale nn. 69/94; 477/02; 28/04; 97/04; 154/05 è da considerare acquisito all'ordinamento processuale civile, tra le norme generali sulle notificazioni, il principio secondo cui il momento di perfezionamento della notificazione per il notificante deve distinguersi da quello del perfezionamento della stessa per il destinatario, perfezionamento che, nei confronti del primo, ha luogo con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notificazione deve essere effettuata; ciò se pure con effetto provvisorio ed anticipato a vantaggio del notificante, ma che si consolida, comunque, con il successivo perfezionamento del procedimento notificatorio nei confronti del destinatario, per il quale, a tal fine, rileva, invece, la diversa data in cui l'atto medesimo è da lui ricevuto o perviene nella sua sfera di conoscibilità.
Tale principio generale, più volte richiamato dalla giurisprudenza di questa Corte, opera anche in caso di notificazione a mezzo posta (v. Sez. Un. n. 10216/06).”
Se é scontato quanto sopra per la notifica degli atti processuali, non lo é per la notifica degli atti amministrativi.
Il comma 3 dell’art. 201 CDS prevede: “. Alla notificazione si provvede a mezzo degli organi indicati nell'art. 12, dei messi comunali o di un funzionario dell'amministrazione che ha accertato la violazione, con le modalità previste dal codice di procedura civile ( 136-151 c.p.c.), ovvero a mezzo della posta, secondo le norme sulle notificazioni a mezzo del servizio postale.”
Detto comma si limita a definire come possono essere notificati i verbali, ma non precisano se detti verbali sono da considerare atti processuali o meno.
Già in precedenza la Corte Costituzionale si era occupata dei 150 gg. osservando nella sent. n. 255 del 1994 “... che il suddetto termine doveva ritenersi contenuto in limiti tollerabili nel bilanciamento delle contrapposte esigenze, anche se ciò non può significare in futuro una illimitata libertà del legislatore. Questi non potrebbe non tener conto dei profili prospettati nell'ordinanza di rinvio, che avverte le difficoltà cui va certamente incontro il destinatario della contestazione, ai fini della predisposizione della propria difesa, quanto più remota è la data in cui si è svolto il fatto rispetto alla contestazione stessa. Un ulteriore prolungamento del termine non potrebbe, perciò, non porre dubbi di costituzionalità in termini di ragionevolezza.
Per rafforzare il convincimento sull'esigenza di non superare il termine massimo sopra indicato, la stessa sentenza ora ricordata aggiunse che "in proposito si deve, difatti, considerare che ad eventuali difficoltà di ordine organizzativo, cui finora si è ritenuto di far fronte con il prolungamento dei termini, ben potrebbe ovviarsi con misure tali da assicurare un più equo con temperamento fra le contrapposte esigenze, realizzando cioè, in armonia con l'art. 97 della Costituzione, una migliore efficienza degli uffici amministrativi che oggi è più facile ottenere con l'ausilio dei mezzi offerti dalla più avanzata tecnologia, certamente in grado di soddisfare le esigenze dell'Amministrazione, senza creare ulteriori difficoltà ai soggetti destinatari della conte stazione.
In realtà, ove si intenda la norma - secondo il significato letterale della sua formulazione non superabile da diversa interpretazione - nel senso che il predetto termine decorre dalla data in cui di fatto la Pubblica Amministrazione abbia operato l'identificazione del trasgressore o del responsabile, si consentirebbe una protrazione del termine, rimessa in ultima analisi alla discrezionalità dell'Amministrazione, con un possibile slittamento perfino oltre l'ampio ma rigido termine previsto dalla stessa legge per la contestazione della violazione ai residenti all'estero; e si introdurrebbe così una sorta di causa di sospensione del decorso dei termini, non soggetti a limiti e condizioni.
Ciò non appare legittimo soprattutto considerando che il termine di centocinquanta giorni è stato ritenuto dalla citata sentenza di questa Corte il massimo tollerabile nel bilanciamento delle contrapposte esigenze della Pubblica Amministrazione, da un lato, e del privato cittadino dall'altro.”
Quella sentenza é stata seguita da quella successiva, dove é stato ribadito: “E' incostituzionale l'art. 201 comma 1 del nuovo codice della strada, nella parte in cui prevede che il termine di 150 giorni, fissato a pena di decadenza per la notificazione della violazione decorra dalla data della effettiva identificazione del trasgressore da parte dell'amministrazione, anzichè dalla data in cui l'amministrazione sia posta in grado di provvedere alla identificazione (ovvero dalla data in cui risultino dai pubblici registri l'intestazione o le altre qualifiche dei soggetti responsabili)(Corte cost., 17/06/1996, n.198).”
Orbene, nella sentenza nr. 477/2002 la stessa Corte Costituzionale non poteva ignorare le sentenze precedenti del 1994 e del 1996, per cui é evidente che la sentenza del 2002 si riferisce chiaramente alle notifiche di atti processuali e non a quelli di adempimenti amministrativi, che vanno portati a conoscenza dei destinatari con le modalità di cui agli atti processuali, anche se gli stessi non possono essere considerati processuali.
A fugare ogni dubbio la stessa Suprema Corte di Cassazione con la sentenza in data 26.02.2004 ha inequivocabilmente sancito: “ In tema di violazioni al codice della strada, la lettera e la ratio della normativa della legge 7 ottobre 1969, n. 742 sulla sospensione dei termini nel periodo feriale (che si riconnette alla necessità della difesa tecnica in giudizio) non consentono di ampliarne l'applicabilità ai termini, come quello per la notifica dei verbali di accertamento delle infrazioni, che non sono processuali e non sono connessi con l'esercizio di un'azione giudiziale, ma attengono ad atti da compiersi nell'ambito di un procedimento amministrativo sanzionatorio.( Cass. civ., Sez. I, 26/02/2004, n.3842).
Ecco perchè si propende per la natura amministrativa delle notifiche del verbali di accertamento.
Dr. Martino Giacovelli
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mauro



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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:19 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Ciao. Il ricorso è stato presentato entro 60 giorni al Prefetto.LA DOMANDA ERA QUESTA : QUANTO TEMPO DEVE PASSARE PER CONSIDERARE PRESCRITTA LA MULTA?
In pratica se non mi convocano in prefettura (come chiesto nel ricorso), se non ricevo niente, quanto tempo deve passare per considerare chiuso l'argomento?
Se il prefetto mi chiama fra 1 anno (cioè dopo 2 ani dalla multa) è corretto?
Quale è il tempo di silenzio trascorso il quale si prescrive il tutto?
Spero di essere stato chiaro.
GRAZIE
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mauro



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MessaggioInviato: Mer Mag 21, 2008 12:20 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Ciao. Il ricorso è stato presentato entro 60 giorni al Prefetto.LA DOMANDA ERA QUESTA : QUANTO TEMPO DEVE PASSARE PER CONSIDERARE PRESCRITTA LA MULTA?
In pratica se non mi convocano in prefettura (come chiesto nel ricorso), se non ricevo niente, quanto tempo deve passare per considerare chiuso l'argomento?
Se il prefetto mi chiama fra 1 anno (cioè dopo 2 ani dalla multa) è corretto?
Quale è il tempo di silenzio trascorso il quale si prescrive il tutto?
Spero di essere stato chiaro.
GRAZIE
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Antenna



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MessaggioInviato: Ven Mag 23, 2008 4:07 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Visto il contenuto degli artt. 203 e 204 del Codice della strada, la tempistica dovrebbe essere questa: Entro 30 gg. dalla ricezione del ricorso, il Prefetto lo trasmette all’ufficio contestatore (motivo per cui si risparmierebbe tempo mandandoglielo direttamente. Tanto sempre di lì deve passare). L’ufficio contestatore entro 60 gg. dalla ricezione degli atti, li ritrasmette al Prefetto corredati dalla prova della avvenuta contestazione o notificazione, e dalle deduzioni tecniche utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso. A questo punto il Prefetto, entro 120 gg. dalla ricezione, deve emettere: o l’ordinanza di archiviazione o l’ordinanza-ingiunzione di pagamento. Se viene decisa l’archiviazione, questa viene comunicata all’ufficio accertatore che ne deve dare comunicazione al ricorrente (non sono fissati però termini). Se emette ordinanza-ingiunzione di pagamento, questa deve essere notificata entro 150 gg. dall’emissione. Quindi, al massimo, se dopo 360 gg. dalla trasmissione del ricorso non vi fosse alcuna notizia si può considerare chiusa la questione. Nel caso sia stata richiesta l’audizione personale, questa dovrebbe avvenire, al massimo, tra il 90° ed il 210° giorno dalla presentazione del ricorso, ed il tempo che intercorre tra la notifica a presentarsi, ed il giorno stabilito per la presentazione, andrebbe a sommarsi ai 360 giorni.
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Frank



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MessaggioInviato: Ven Gen 29, 2010 3:36 pm    Oggetto: Rispondi Citando

the wall ha scritto:
Articolo di approfondimento del dott. Martino Giacovelli - Giudice di Pace di Taranto

Il recente ed approfondito intervento apparso sul sito www.vigilaresullastrada.it del 3/12/2007 a firma dell’autore S. Maini relativamente alla notificazione a mezzo posta dei verbali di contestazione di violazioni al Codice della Strada, riportante delle considerazioni a margine della sentenza del Giudice di Pace Taranto 19/4/2007, offre l’occasione per una seria riflessione, che meglio farebbe il legislatore ad intervenire chiarendo definitivamente il problema in discussione, di non agevole soluzione, e ciò sia nell’interesse dei cittadini, sia nell’interesse primario delle Forze dell’Ordine, che spesso sono costrette ad operare in presenza di forti e comprensibili dubbi applicativi.
La recente circolare ministeriale Ministeriale in data 20.08.2007 ha tentato di dare un orientamento univoco, propendendo per la scissione dei due termini, applicabile anche alla notifica dei verbali di accertamento per sanzioni amministrative, ma la stessa circolare non é esaustiva, né scioglie i dubbi legittimi sull’argomento controverso.
A parte la circostanza che la procedura per le notifiche tramite il servizio postale dovrebbe essere eccezionale, proprio a norma dell’art. 200 del CDS il quale prevede: “. La violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta.”, vi é da aggiungere che il successivo art. 201 estende il potere di notifica anche agli organi indicati nell’art. 12, ai messi comunali, ecc. che principalmente possono notificare solo atti amministrativi.
Il servizio postale, ricettore ormai di tutte le notifiche anche da parte degli stessi Ufficiali Giudiziari, spesso lascia a desiderare, poiché le notifiche di atti importanti vengono affidati a giovani trimestrali, che con tutta la buona volontà e preparazione che hanno, non riescono ad espletare con tranquillità il loro lavoro, abbastanza oneroso. Se l’opponente con l’opposizione sana le irregolarità di notifica, il problema si pone quando l’opposizione verte su cartelle esattoriali emesse con vistosi difetti di notifiche. Ma questo é un altro discorso, che non può essere affrontato in questo breve scritto..........................


Buongiorno, in seguito a ciò ke è stato scritto vorrei esporre, nel modo più succinto possibile, il mio problema ed avere un parere da esperto:

in data 10.03.2008 il sottoscrito riceveva una raccomandata contenente una sanzione amministrativa attinente alla violazione di cui all’art. 126/bis, co. 2, del Codice della Strada (mancata comunicazione del conducente) a seguito di una multa, fino a quel momento a lui sconosciuta, relativa alla violazione dell’art. 142 del CdS.

Avverso tale contestazione il sottoscritto proponeva rituale, comprovato e motivato ricorso in data 06.05.2008 contro il quale la resistente Amministrazione Provinciale si costituiva nei termini e restava soccombente per le motivazioni di cui all’allegata sentenza n. 21/09 del 30.01.2009 emessa dal Giudice di Pace.
La motivazione della sentenza, rileva in maniera inequivocabile che il Giudice ha espresso una valutazione in ordine alla irregolare rectius inesistente notifica della originale contestazione relativa alla violazione n. 1796A/07V del 21.05.2007:

“E’ risultato infatti che l’infrazione compiuta da parte ricorrente può essere inquadrata nella peculiare situazione di fatto risultata in causa, con la conseguenza che, valutato, come impone la L. 689/81, l’elemento soggettivo si può escludere, alla luce delle circostanze tutte relative al fatto, una piena volontà di violare la norma, attesa, anche, la decisiva circostanza che non vi è prova dell’avvenuta regolare notifica”.

In esito a tale pronuncia pare opportuno precisare quanto appresso:

1. In occasione del ricorso presentato in data 06.05.2008 l’interessato svolse accertamenti presso l’Ufficio postale di Albinia e l’Ufficio di Polizia Provinciale di Grosseto e fu appurato che la comunicazione della violazione dell’art. 142 del CdS non era stata mai notificata all’interessato;
2. dalla copia della presunta notifica (realizzata da un sostituto dell’ufficiale postale di zona perché in ferie), risultava che l’avviso era stato affisso ad un cancello, poi risultato inesistente (doc. n. 3);
3. infatti, l’abitazione del ricorrente è sprovvista di cancello;
4. la predetta abitazione è provvista di cassetta postale;
5. ancora, l’abitazione è in un Residence provvisto di portiere e videocitofono.

Successivamente in data 18.12.2009 al ricorrente veniva notificata una cartella esattoriale - di ben 420 euri -per conto dell’Amministrazione Provinciale Corpo di Polizia Provinciale, relativo all’accertamento di violazione n. 1796A/07V del 21/05/2007 ( x intenderci quella multa mai ricevuta).

Sono intenzionato a rifare ricorso al GdP.......

Forse nn sono riuscito a far capire bene la situazione ma spero in una risposta.
Frank
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Golf Charlie



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Messaggi: 462

MessaggioInviato: Ven Feb 05, 2010 11:15 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Mi pare di capire che:
1. tu abbia ricevuto un verbale per non aver ottemperato alla richiesta di fornire i dati del conducente formulata con un verbale precedente, mai notificato;
2. tu abbia fatto ricorso al GdP eccependo di non aver mai ricevuto la notifica del verbale precedente, al quale quindi non eri in condizione di ottemperare;
3. il GdP abbia accolto il tuo ricorso acclarando che, effettivamente, la notifica postale del verbale precedente non si era mai perfezionata e che, quindi, tu non ne eri mai giunto a conoscenza;
4. la Polizia Provinciale (emittente di tali due verbali) abbia proceduto alla iscrizione a ruolo del primo verbale (quello, per intenderci, che il GdP ha già riconosciuto non esserti stato notificato);
5. a seguito di tale provvedimento della Polizia Provinciale ora Equitalia (o altro Concessionario) ti abbia notificato una cartella esattoriale al fine di riscuotere il primo verbale (che mai ti è stato previamente notificato).

Se le cose stanno così come io ho capito, fai nuovamente ricorso allo stesso GdP (entro gg. 60 dalla notifica della cartella esattoriale, attento: gg. 60 non 2 mesi); non potrà far altro che darti ragione.

N.B. Ricordati sia di riepilogare in maniera comprensibile la vicenda citando la sentenza già emessa e sia di chiedere la sospensione dell'esecuzione, altrimenti devi pagare e poi, dopo la sentenza, chiedere il rimborso (che ti arriverà dopo anni).

P.S. C'è solo una 'novità': vai di persona in cancelleria a depositare il ricorso, e non aspettare l'ultimo giorno; questo perché dovrai procedere a pagare il contributo unificato, che è una tassa da cui i ricorsi ai verbali erano esentati fino al 31.12.2009 (esenzione abolita dall'1/01/2010). Non so dirti esattamente a quanto ammonti, né quali siano le procedure per il pagamento, e prevedendo complicazioni penso sia meglio non ridursi all'ultimo minuto col rischio di non riuscire a presentare il ricorso.

In bocca al lupo e, magari, facci sapere come va a finire.
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Frank



Registrato: 11/11/06 17:54
Messaggi: 194

MessaggioInviato: Dom Feb 07, 2010 12:11 am    Oggetto: Rispondi Citando

Golf Charlie ha scritto:

.............
Se le cose stanno così come io ho capito, fai nuovamente ricorso allo stesso GdP (entro gg. 60 dalla notifica della cartella esattoriale, attento: gg. 60 non 2 mesi); non potrà far altro che darti ragione.

N.B. Ricordati sia di riepilogare in maniera comprensibile la vicenda citando la sentenza già emessa e sia di chiedere la sospensione dell'esecuzione, altrimenti devi pagare e poi, dopo la sentenza, chiedere il rimborso (che ti arriverà dopo anni).

P.S. C'è solo una 'novità': vai di persona in cancelleria a depositare il ricorso, e non aspettare l'ultimo giorno; questo perché dovrai procedere a pagare il contributo unificato, che è una tassa da cui i ricorsi ai verbali erano esentati fino al 31.12.2009 (esenzione abolita dall'1/01/2010). Non so dirti esattamente a quanto ammonti, né quali siano le procedure per il pagamento, e prevedendo complicazioni penso sia meglio non ridursi all'ultimo minuto col rischio di non riuscire a presentare il ricorso.

In bocca al lupo e, magari, facci sapere come va a finire.


Ho fatto esattamente ciò che mi hai consigliato!!!

Siccome i 60 gg scadono il 15 febbraio, subito dopo aver postato il mio messaggio mi sono deciso a far ricorso.
Spero vivamente che il GdP sia altrettanto pronto da capire subito il problema come hai fatto tu, si, le cose sn andate proprio in qsto modo.

Purtroppo in cancelleria mi hanno detto che nn sarà lo stesso GdP (oltretutto qsto è pure in sciopero!!!) e dopo aver pagato 38 euri ho depositato il ricorso chiedento appunto la sospensione dell'esecuzione.

Speriamo che qsta mi giunga prima che scadino i 60 gg altrimenti nn sò cosa fare, dovrò pagare lo stesso?

Cmq grazie x la risposta molto precisa e "crepi il lupo".
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Frank



Registrato: 11/11/06 17:54
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MessaggioInviato: Ven Feb 12, 2010 6:43 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Bene!!!
Sono riuscito, facendo pressione sulla segreteria, ad avere la comunicazione della sospensione e la data x l'udienza che sarà il 6 maggio p.v., prima della scadenza dei 60gg.
Ho consegnato una copia di detta comunicazione all'Ag. di Equitalia x la sospensione fino al giorno dell'udienza. Dopodichè, se il Giudice mi darà ragione nn dovrò pagare nulla, altrimenti oltre alla cifra addebitatami dovrò pagare anke gli annessi e connessi!!!!
Buona serata.
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