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ReGenenis



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MessaggioInviato: Dom Nov 12, 2017 7:21 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Si va verso l'abolizione del superticket. Aumenti per le sigarette. Così cambia la Manovra

Il governo sembra disponibile a rivedere il balzello su visite e accertamenti per mandare un segnale a Mdp


Addio superticket? Nel pentolone della manovra torna a galla il tema dell'abolizione del superticket sanitario su visite e accertamenti. Ad aprire una discussione sul tema è stato il vice ministro dell'Economia Enrico Morando, a fronte delle "difficoltà per i cittadini di usufruire delle prestazioni sanitarie anche nelle Regioni più virtuose".
Una segnale a Mdp

Una mossa che da molti è stata vista come un segnale inviato a Mdp, che proprio sulla richiesta di abolire il superticket aveva consumato il suo strappo con il governo sulla manovra. Insomma, dopo il rifiuto di cancellare la contestata misura, ora l'esecutivo sembra disposto a una mezza apertura. Sul superticket ora si tratta, anche se i tecnici che lavorano alla manovra esprimono dei dubbi. Le risorse infatti sono poche, e vanno fatte delle scelte.
Ma cos'è il superticket? Come funziona? E quanto costerebbe abolirlo?

Per superticket si intende il balzello introdotto nel 2011 che prevede il pagamento di 10 euro di ticket su ogni ricetta per le prestazioni di diagnostica e specialistica. Ogni regione può decidere se e come applicarlo e la sua introduzione ha scatenato forti polemiche da parte di alcune regioni che hanno scelto di adottarlo in modo differente. Alcune hanno deciso di modularlo in base al reddito o al tipo di servizio, mentre altre, come la Valle d'Aosta hanno preferito non adottarlo affatto. Il superticket non si paga in Sardegna, Valle d'Aosta, nella provincia di Trento e Bolzano e in Basilicata. Viene invece applicato il superticket di 10 euro per ogni ricetta medica che abbia un valore superiore ai 10 euro nel Lazio, nel Friuli Venezia Giulia, in Liguria, Marche, Molise, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Calabria. In Campania, Piemonte e Lombardia il superticket viene applicato in maniera progressiva all'aumentare del valore della ricetta mentre viene modulato in base al reddito in Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.
In arrivo aumento delle sigarette

Difficile capire se sia meglio abolirlo o se, al contrario, conviene mantenerlo effettuando una revisione dell'intero settore. Il superticket sanitario, utilizzato in alcune regioni italiane sulle ricette relative alle prestazioni di diagnostica e specialistica, è ancora una volta oggetto di contenzioso politico. Eliminarlo del tutto potrebbe costare alle casse dello Stato oltre mezzo miliardo di euro. Secondo Cittadinanzattiva, infatti, il supporto economico fornito dai ticket al Servizio Sanitario Nazionale si aggirerebbe intorno ai 500 milioni di euro, sebbene sulla carta risulti di almeno 800 milioni. Soldi che in parte potrebbero essere recuperati con il possibile aumento delle sigarette con 70 centesimi in più a pacchetto. Sarebbe questa un'altra novità della Manovra che continua a cambiare.
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ReGenenis



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MessaggioInviato: Lun Nov 13, 2017 6:07 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Lunedì, 13 novembre 2017 - 10:55:00
Pensioni a 67 anni: Italia, paese di contraddizioni
Pensioni: in Italia si va in pensione più tardi e per meno tempo rispetto alla media


L' Italia è un Paese di contraddizioni.
Lo dicono in molti, ma in pochi sottolineano le varie storture che lo stanno devastando.
Una delle massime espressioni di queste illogicità e incongruenze è l'annoso problema delle pensioni.
Il "peccato" supremo, a detta di molti economisti e politici, del mancato sviluppo nel corso degli ultimi 30 anni.
Per tale teoria, una serie numerosa di riforme ha innalzato sempre più l'età pensionabile, fino ad arrivare a 67 anni abbondanti per poter usufruire dell'assegno di vecchiaia.

L'ultima legge in ordine cronologico è datata 2011, la famosa, famigerata, temibile, odiata, asfissiante, tremenda "legge Fornero". Solo evocarne il nome, milioni di italiani manifestano una sequela di sintomi psicologici e fisici molto simili ad pandemia letale potenzialmente letale per tutto il genere umano.

Gli effetti di questa sciagura sono noti.
Lavoratori per anni senza più un' occupazione e senza poter percepire la pensione.
Ricalcolate le future indennità che elargiranno cifre abbondantemente sotto la soglia di povertà.
Età pensionabile in continuo aumento tanto che non è lontana la fatidica soglia dei 70 anni.

I fautori e i sostenitori di tale normativa sostengono da anni che sia stato applicato questo nodo scorsoio e queste clausole capestro per evitare il fallimento del nostro Paese. Dicono, esatto, dicono, ma non hanno mai dimostrato la veridicità di tale scenario apocalittico e non vi è e non vi sarà mai una vera prova tangibile (del resto andare a ritroso nel tempo non è possibile).

Di tangibile, invece, ci sono dati reali riguardo l'occupazione, meglio la disoccupazione, e la dura realtà quotidiana da affrontare per milioni di italiani che combattono giornalmente per sbarcare il lunario e cercare di sopravvivere, con un futuro alquanto nebuloso per non definirlo tetro.
4 milioni 742 mila cittadini vivono in povertà assoluta (ultimi dati Istat).
Oltre questa cifra impressionante, vi è un dato se vogliamo, ancora più preoccupante, che rientra nelle contraddizioni del nostro Paese. Secondo una stima recente una famiglia su tre "salva" il proprio bilancio grazie all'aiuto di genitori o di nonni. Questi "assistenti sociali" sono oltre 7 milioni. Pensionati, ovviamente, con un assegno mensile che la legge Fornero non garantirà più ai "nuovi pensionati".

E' evidente come i politici, i boiardi europei, gli economisti "estremisti", sostenitori delle teorie globaliste finanziarie vogliano condurci in una situazione sociale da guerra civile, con l'assalto ai forni e ai negozi di generi alimentari. Quello sarà lo scenario che ci attende.
E' logico pensare come una volta passati a miglior vita gli attuali percettori di pensioni appena, appena dignitose (oltre 6 milioni di pensionati percepiscono meno di mille euro al mese) che riescono a fornire quegli ammortizzatori sociali che lo Stato non garantisce, quale sarà la situazione economica del nostro Paese.
600 euro di pensione al mese tra dieci anni avrà un potere d'acquisto meno della metà di quello odierno, con l'impossibilità di aiutare figli e nipoti.Ma non solo.

I fautori delle "nuove pensioni" suffragano le loro assurde e devastanti decisioni con il supposto aumento dell'aspettativa di vita che ha comportato l'innalzamento dell'età pensionabile.
Un' aspettativa di vita teorica, visto che nel 2015 è diminuita dello 0,2% per gli uomini e dello 0,4 % per le donne.Inoltre, da una ricerca dell'Istat la qualità della vita degli anziani italiani è decisamente peggiore rispetto a quella dei coetanei europei. E' facile comprendere come si impossibile e crudele continuare a lavorare con malattie croniche invalidanti e quale possa essere la qualità del lavoro offerto.

E non è tutto. Secondo un recente studio della UIL i pensionati italiani "usufruiscono" dell'assegno pensionistico per molti meno anni rispetto ai loro omologhi europei (circa 3 anni in meno).

Bazzecole, secondo i tecnocrati italici ed europei. Bazzecole, come il blocco del "turnover naturale" nei luoghi di lavoro dove dovrebbe esserci la normale sostituzione dei lavoratori anziani in possesso di un sacrosanto diritto al riposo, con le nuove leve lecitamente aspiranti a costruirsi una vita dignitosa.
Nemmeno i dati sciorinati mensilmente che indicano la disoccupazione giovanile oltre il 40% e quella totale sopra l' 11% inducono ad un cambiamento radicale, quanto urgente.

Ma queste contraddizioni, non vengono fornite solamente dagli organi istituzionali, ma anche da taluni operatori dell'informazione. Non mancano mai servizi giornalistici dove vengono posti alla ribalta dell' opinione pubblica, la vita, il lavoro e la gesta di attempati uomini e donne che nonostante l'ottuagenaria età continuano a svolgere il loro lavoro, a guidare autoveicoli, a svolgere mansioni più o meno gravose. Specchietti per allodole, ecco come posso definirsi tali "notizie". E sì, perchè l'encomio dispensato a questi sempre giovani "anziani" porge il fianco alle riforme pensionistiche draconiane che stanno distruggendo e distruggeranno l'esistenza di milioni di cittadini. Sono esempi di vita abbacinanti e fuorvianti.

Non solo. In taluni casi si evince come l'Italia sia proprio la Patria delle incoerenze.
La legge permette di svolgere professioni pericolose pur avendo superato i 75 anni di età.
Barbieri e parrucchieri che ostentano i loro 60 anni di attività e che maneggiano lame affilatissime mentre radono la gola di clienti sorridenti. E' logico chiedersi come si possa concedere tale facoltà a persone "agèe" che potrebbero soffrire di qualche disturbo neuro vegetativo e circolatorio anche estemporaneo rendendo la mano tremolante e instabile e cagionando gravi lesioni al cliente. Assolute incongruenze, visto che è impedito ai medici di oltre 67 anni di effettuare qualunque genere di operazione chirurgica nelle strutture pubbliche proprio a difesa dell' incolumità dei pazienti.

Si concede di condurre autoveicoli anche ai centenari, semplicemente assoggettandoli ad un controllo biennale basato su un' autocertificazione anamnestica prodotta dal guidatore e ad un, definiamolo così, superficiale e frettoloso test visivo. Un controllo che viene superato dalla maggioranza dei richiedenti il rinnovo, con buona pace della sicurezza stradale. Anni fa, il Parlamento propose di sottoporre ad una Commissione provinciale tutti i soggetti ultra ottantenni richiedenti il rinnovo del permesso di guida. Non se ne fece nulla; si disse che sarebbe stata una lungaggine inutile e dispendiosa in contrasto con il nuovo iter riguardante la semplificazione delle procedure burocratiche (!?!). Un Paese che si definisce civile dovrebbe imporre un controllo annuale con test pratici di conduzione dei veicoli, test di controllo dei riflessi, e un certificato anamnestico prodotto dai medici di base sulle reali condizioni di salute del soggetto.

Contraddizioni, si diceva.
Forse, più semplicemente questioni di pecunia.Proprio così. Il cittadino è considerato sempre "giovane" e attivo quando deve versare nelle casse erariali tasse, balzelli, imposte, contributi previdenziali, trattenute (qualunque tipo di balzello, locale o nazionale) o allorché fornisce un contributo al PIL nazionale.
Se, al contrario, è portatore di diritti e interessi legittimi anche a seguito di sottoscrizione di "patti e contratti" come nel caso della Previdenza sociale, viene considerato un soggetto "vecchio" da rottamare, come un qualunque rifiuto che nuoce alla società, che incide negativamente sul bilancio statale.
Una vera e propria distrazione di massa; una scientifica schiavitù programmata a cui il popolo italico dovrebbe prendere coscienza e opporsi a difesa e tutela dei propri diritti, dei propri sogni, delle speranze di vita futura.
Una difesa che produca un 'azione diretta nei confronti dei veri sprechi che stanno devastando l'economia italiana.Corruzione, malavita, immigrazione clandestina, privilegi ingiusti, crimini ambientali, svendita del patrimonio dello Stato, mala giustizia. Ho dimenticato qualcosa? Cifre a 9 zeri che nessuno osa andare a intaccare. Ah, ma quelli sono settori dove non c'è nulla di vecchio...
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ReGenenis



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MessaggioInviato: Lun Nov 13, 2017 6:11 pm    Oggetto: Rispondi Citando

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-11-13/lavori-gravosi-30-anni-contributi-stop-aumento-eta-pensione--123101.shtml?uuid=AEqjoKAD


13 novembre 2017
n corso incontro governo-sindacati

Pensioni, 30 anni di contributi per i lavori gravosi esentati da aumento età. Ape sociale esteso a 46mila



È in corso a palazzo Chigi l’incontro decisivo tra governo e sindacati sui correttivi previdenziali da inserire nel disegno di legge di Bilancio all'esame del Senato. All’incontro, in corso a Palazzo Chigi, partecipano il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ed i ministri del Lavoro e dell'Economia, Giuliano Poletti e Pier Carlo Padoan, insieme ai segretari di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Da registrare la lieve apertura del governo sulla possibilità di bloccare l’incremento dell'età pensionabile a 67 anni nel 2019 per chi svolge lavori gravosi.

Come anticipato dal Sole 24 Ore il 12 novembre, per dare al bacino degli esentati dall’aumento automatico della soglia di pensionamento una fisionomia a maglie più larghe gli esperti di Palazzo Chigi e dei ministeri dell'Economia e del Lavoro hanno affinato alcuni ritocchi alla proposta presentata all'inizio della scorsa settimana, agendo su due fronti: la continuità del requisito soggettivo di lavoratore gravoso (aver svolto almeno sette anni di lavori di questo tipo negli ultimi dieci prima dell'accesso alla pensione) e il numero di anni contributivi (30 invece degli ipotizzati 36). Del pacchetto di ritocchi fa parte anche un nuovo meccanismo per il calcolo dell'adeguamento all'andamento della speranza di vita (con calcolo dal 2021 basato sulla media del biennio precedente) e la detassazione della previdenza integrativa per gli statali.

Non esclusi ulteriori ritocchi
Non sono escluse però ulteriori novità nell’incontro politico a palazzo Chigi. I sindacati sono in pressing. Giudicano positivi ma non sufficienti i passi avanti dell’esecutivo. Puntano soprattutto a far sì che alle 15 categorie di lavori gravosi per le quali è stato ipotizzato dal governo lo stop all’aumento a 67 anni dal 2019 dell’età pensionabile, sia consentito anche l’accesso all’anticipo pensionistico sociale (al momento sono 11 le categorie di lavori gravosi previsti per l’Ape social). E chiedono un prolungamento dell’Ape social a tutto il 2019. Una richiesta contenuta anche in un emendamento del Pd al ddl bilancio all’esame della commissione bilancio del Senato. I sindacati chiedono infine maggiori tutele previdenziali per giovani e donne. Su almeno uno dei primi due punti di cui sopra ci potrebbe un via libera del governo.

Gentiloni: fatto buon lavoro, spero in intesa
«Credo che sia stato fatto un buon lavoro, nelle condizioni date il Governo mette in campo un impegno finanziario importante. Ci sono le condizioni per dare
un messaggio positivo al Paese, mi auguro che si possano concretizzare». È quanto ha detto, a quanto si apprende da fonti presenti all’incontro, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in apertura dell'incontro con Cgil, Cisl e Uil, a
Palazzo Chigi, sull’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita.

Per stop 67 anni lavori gravosi 30 anni contributi
Nell’incontro tecnico di questa mattina tra Governo e sindacati - spiegano fonti sindacali - l’Esecutivo ha proposto di fissare a 30 anni il requisito contributivo per mantenere l’età di vecchiaia a 66 anni e sette mesi per le 15 attività gravose individuate (evitando quindi il passaggio a 67 anni previsto a partire dal 2019 in base al ritocco verso l’alto dell’aspettativa di vita certificata dall’Istat). Finora si era parlato invece dei requisiti per l’Ape (ossia 36 anni). Il lavoro gravoso per evitare l'aumento dell'età pensionabile deve essere stato svolto almeno in sette anni negli ultimi dieci prima dell'accesso alla pensione e non più per almeno sei anni sugli ultimi sette (sulla falsariga di quanto previsto per i lavori usuranti) come invece era stato ipotizzato nei precedenti incontri tecnici.

L’ampliamento della platea
L'allentamento di questi due paletti dovrebbe provocare un leggero ampliamento della platea degli “esentati” che all'inizio della scorsa settimana era stata ufficiosamente stimata in 15-17mila lavoratori. Ma la Cgil considera «infondate» queste previsioni sottolineando che le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti liquidate nel 2016 nel complesso sono meno di 60mila (compresi gli assegni di vecchiaia ai dipendenti pubblici) e quindi è assai improbabile che le categorie considerate coprano circa un terzo di questi assegni. Il Governo - spiegano i sindacati - non ha fornito cifre sui costi né ha risposto ai rilievi sulle cifre dei possibili “salvaguardati” (15.000-17.000 secondo l'Esecutivo) dall'incremento a 67 anni che secondo i sindacati sarebbero assolutamente sovrastimate dati i paletti messi.


Verso ok a 46mila domande Ape sociale-precoci
Con il riesame delle domande per l’accesso all'Ape sociale e alla pensione anticipata per i precoci potrebbero essere accettate nel complesso oltre 46.000
domande a fronte delle 66.000 arrivate e delle 60.000 previste. Il dato emerge da stime Inps riferite da partecipanti all'incontro Governo-sindacati. In pratica dopo i nuovi indirizzi del Ministero del Lavoro potrebbero essere accettate circa 26.500 domande per l'Ape sociale (su 39.777 arrivate, il 75% delle 35.000 previste) e 20.000 per i lavoratori precoci (su 26.632 arrivate, l'80% delle 25.000 previste). In prima battuta erano state rigettate dall'Inps due domande su tre delle arrivate per l'Ape sociale, e il 70% di quelle arrivate per lavoro precoce (nel complesso era stato detto no a 44.000 richieste su 66.000). Grazie a nuovi indirizzi messi a punto dal ministero del Lavoro (tra le quali la possibilità che ci siano periodi di rioccupazione non superiori a sei mesi senza interrompere lo
stato di disoccupazione) le percentuali si sono ribaltate.

Nuovo meccanismo calcolo dell’età pensionamento
Le stesse fonti hanno affermato che il Governo ha confermato l’intenzione di mettere in campo un nuovo meccanismo per il calcolo dell'adeguamento dell'età
pensionabile all'andamento della speranza di vita. Il calcolo dallo scatto del 2021 sarà biennale come prevede la legge ma basato sulla media del biennio precedente (2018-2019) contro la media ancora precedente invece di una differenza netta tra gli anni come è stato finora. Si terrà conto inoltre delle eventuali riduzioni dell’aspettativa di vita anche se si scaleranno a questo punto nel biennio successivo.




Allargare lap latea dei beneficiari per l'Ape? Per poi fare la stessa fine di inizio autunno, una valanga di domande bocciate dall'INPS...............


Siamo proprio bravi noi italiani, abbiamo scritto in fronte sali e tabacchi.......
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ReGenenis



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MessaggioInviato: Lun Nov 13, 2017 6:24 pm    Oggetto: Rispondi Citando

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/11/13/pensioni-gentiloniproposte-per-300-mln_96029f7f-5105-458d-a2ed-4c12967c1ea4.html


TUTTI CONTENTI!!!!!!!!!!!!



Pensioni: Gentiloni,proposte per 300 mln
Riutilizzate risorse non spese Ape sociale
13 novembre 2017

(ANSA) - ROMA, 13 NOV - Il Governo ha proposto ai sindacati un intervento sulla previdenza in "sette punti" per un costo complessivo di 300 milioni. Lo avrebbe detto il premier, Paolo Gentiloni secondo quanto riferito da partecipanti alla riunione a Palazzo Chigi. Sarebbero riutilizzati nel sistema previdenziale le risorse non spese per l'Ape sociale e l'anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. Tra le misure l'esenzione dall'aumento a 67 anni per 15 categorie di lavori gravosi e la revisione del meccanismo di calcolo per l'adeguamento dell'età alla speranza di vita.
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ReGenenis



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MessaggioInviato: Lun Nov 13, 2017 6:35 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Vigili del fuoco OUT............. il loro non è un lavoro gravoso e usurante, lo diventa soltanto nelle calamità naturali ma come spesso accade nel nostro Belpaese, finita la festa gabbato lo santo.......

Massima stima e considerazione al Corpo dei Vgili del Fuoco



http://www.repubblica.it/economia/2017/11/13/news/pensioni_aumento_confermato_al_2019_ma_si_allentano_i_requisiti_per_l_anticipo-180982154/?refresh_ce
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ReGenenis



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MessaggioInviato: Mar Nov 14, 2017 6:31 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Tutto bene, tutto bene, ecco la sorpresa.....................



http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/11/14/all-italia-conti-pubblici-non-migliorano_jdK06ziI8XAkebvCuJAgYK.html?refresh_ce


Ue all'Italia: "Conti pubblici non migliorano"

Pubblicato il: 14/11/2017 17:03

Sul documento programmatico di bilancio dell’Italia per il 2018 "prenderemo decisioni la settimana prossima, non voglio pregiudicare nulla. Il fatto è che, come tutti possono vedere dai numeri, la situazione in Italia non migliora. La sola cosa che posso dire è che tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la situazione reale". Lo afferma il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, in conferenza stampa al termine del collegio dei commissari a Strasburgo, in collegamento con Bruxelles.

"Si tratta - continua Katainen - del futuro del welfare italiano, della salute dell’economia italiana. Saprete di più sulla questione la settimana prossima". Tuttavia, gli è stato obiettato, la crescita economica dell’Italia nel 2017 è all’1,5%, livello che il Paese non vedeva da tempo (e molto di più del +0,9% stimato dalla Commissione nel maggio scorso).

PREVISIONI AUTUNNO - Katainen ha replicato spiegando di avere in mente "solo i dati pubblicati nelle previsioni economiche di autunno, che mostrano chiaramente una deviazione dall’obiettivo di medio termine, quando guardiamo al saldo strutturale. Non abbiamo dati segreti".

MOSCOVICI - Il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici ha detto chiaramente, la settimana scorsa, che la differenza tra le valutazioni di Roma e quelle di Bruxelles "non avranno conseguenze procedurali". Alla domanda se sia d'accordo o dissenta dall'affermazione del collega francese, il politico finlandese risponde: "Abbiamo avuto una discussione molto approfondita sulla situazione complessiva di bilancio nell'Unione economica e monetaria, specialmente in Italia".

KATAINEN - "L'orientamento di base - continua Katainen - è che dobbiamo essere onesti. Con tutti i Paesi, non solo con l'Italia. Ma dobbiamo essere onesti e far conoscere ai cittadini la situazione reale". Alla gente può non piacere "ciò che dice la Commissione, ma dobbiamo essere onesti. Specialmente - conclude - nei Paesi in cui ci sono elezioni in vista, la gente deve sapere qual è la situazione reale, e poi possono decidere liberamente quello che vogliono decidere".





La vedo grigia cari colleghi................
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falcon65



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MessaggioInviato: Mar Nov 14, 2017 7:26 pm    Oggetto: Rispondi Citando

<<Specialmente - conclude - nei Paesi in cui ci sono elezioni in vista, la gente deve sapere qual è la situazione reale, e poi possono decidere liberamente quello che vogliono decidere".......>>


Hanno paura altra che......hanno paura del " populismo " di Salvini, dei 5 stelle, perché una frase del genere fa veramente pena.
Non possono permettersi il lusso di perdere anche lItalia dopo la GB 🇬🇧, l'Italia fa il lavoro sporco sui migranti , paga il debito anno dopo anno e quindi a loro conviene che rimaniamo in questo " status ".
Quindi minacciano, terrorizzano, mi fa s.c.h.i.f.o questa UE , è vero che siamo un paese con un debito alto, è anche vero però che da quando siamo in UE stiamo morendo piano piano e questo ormai è palese e sotto gli occhi di tutti.
Io la vedo così......Kaitanen e Bruxelles se la possono andare a prendere, noi sappiamo dove.....
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ReGenenis



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MessaggioInviato: Gio Nov 16, 2017 6:26 am    Oggetto: Rispondi Citando

.................. per chi vuole inc...si di buon'ora.....................

con due ottime ragioni, la prima è che quello senza barba, perde sempre l'occasione di stare zitto, la seconda è che quello con il pizzetto continua a non capirci na mazza.........

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-11-15/pensioni-boeri-con-blocco-adeguamento-eta-piu-spesa-140-mld-174944.shtml?uuid=AETHZACD


http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-11-09/pensioni-poletti-confronto-e-sempre-positivo-165841.shtml?uuid=AENrSj7C
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falcon65



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MessaggioInviato: Gio Nov 16, 2017 9:03 am    Oggetto: Rispondi Citando

140 Miliardi in 23 anni sono scarsi 6 Miliardi all'anno che puoi tranquillamente trovare tagliando le pensioni d'oro , si recuperano circa 2/4 Miliardi anno, poi gli atri si trovano se li vuoi trovare.....
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ReGenenis



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MessaggioInviato: Gio Nov 16, 2017 5:26 pm    Oggetto: Rispondi Citando

Se si pensava che questo argomento fosse esaurito.. a parte chi lo ha aperto.....ecco altre news, considerando che sabato 18, tutti allegri appassionatamente (il Governo da una pare e i sincacati maggiori dall'altra), seduti al tavol dei vincitori, usciranno tutti conntenti.

Sicuramente solo loro, il resto degli italiani un po meno, ma questi so dettagli.......


giovedì 16 novembre 2017
Pensioni, le 7 proposte del governo a costo quasi zero

L’analisi dell’Ufficio previdenza della Cgil nazionale su costi e platee mette nero su bianco il basso costo della proposta del governo e, conseguentemente, anche l’esigua platea che verrebbe esonerata dall’innalzamento dell’età pensionistica (vedi Previdenza: Cgil, la proposta del Governo costa 61mln nel triennio, esonera da innalzamento età solo il 2% delle uscite).



Le 7 proposte del governo:
“Le misure prese a riferimento per l'analisi, sono quelle proposte dal Presidente del Consiglio dei Ministri alle organizzazioni sindacali nell’incontro del 13 di novembre scorso:
1. esenzione dall'aumento dell'età per la pensione di vecchiaia legata all'attesa di vita (5 mesi nel 2019) per 15 categorie (11 della platea dei lavori gravosi previsti per Ape social e precoci, con l'aggiunta di 4 ulteriori categorie (marittimi, operai agricoli, lavoratori della pesca e addetti allo stampaggio a caldo nella siderurgia);
2. revisione del meccanismo di calcolo dell'adeguamento del requisito pensionistico legato all'attesa di vita (biennio su biennio);
3. istituzione di un Commissione, composta da Inps, Inail, Istat, Ministero del Tesoro, del Lavoro, della Salute ed Economia, che entro giugno/settembre 2018 possa elaborare dati scientifici che mettono in relazione le diverse situazioni occupazionali, in collegamento all'aspettativa di vita;
4. previdenza Complementare: equiparazione fiscale per i dipendenti pubblici e silenzio/assenso per le nuove e future assunzioni nel pubblico impiego;
5. istituzione di una Commissione che studi la classificazione delle prestazioni per permettere la separazione della spesa assistenziale da quella previdenziale;
6. possibilità di definire a fine novembre 2017 le risorse non utilizzate per Ape social, che potranno essere trasferite nel 2018 per le stesse finalità;
7. possibilità di definire a fine novembre 2017 le risorse non utilizzate per Precoci, che potranno essere trasferite nel 2018 per le stesse finalità.


Di queste sette misure solo due hanno nel prossimo triennio un rilievo in termini di costi aggiuntivi: l’esenzione dell’aumento dell’età pensionabile e la previdenza complementare (punti 1 e 4)….” Fonte Analisi effettuata dall’Ufficio previdenza della Confederazione).

Insomma anche i calcoli dicono che il governo non vuole mollare quasi niente sulla previdenza e tanto meno restituire il diritto alla pensione a lavoratori e lavoratrici abbassando i requisiti pensionistici e abolendo l’assurda applicazione automatica dell’aspettativa di vita all'età pensionabile.
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